La Pedagogia in Girolamo Cardano

Tiziano Dall’Osso

A Bologna, dal 1562 al 1570, insegna Medicina teorica un personaggio poliedrico, dalle innumerevoli attitudini, il suo nome è Girolamo Cardano (1501-1576). Medico, astrologo, matematico ma anche letterato, ha avuto una vita travagliata, costellata di eventi tragici (la morte della moglie ancora giovane e di due dei suoi tre figli, uno giustiziato per aver avvelenato la moglie e il secondo imprigionato per furti e truffe continue). Ha vissuto in povertà molti anni della sua vita di giovane adulto, spesso posseduto dal demone del gioco. Nel 1526 si laurea in Medicina a Pavia, ma più volte il Collegio dei Fisici di Milano gli nega l’affiliazione perché nato illegittimo. Prova ad esercitare la professione di medico prima in provincia di Padova, a Sacco, poi vicino a Milano, a Gallarate, ma le entrate sono scarse e, grazie all’interessamento di un amico, riesce, rientrando a Milano, a trovare un lavoro come insegnante di aritmetica e geometria, materie a lui molto care, tanto che ancora oggi viene ricordato per la regola di soluzione (detta cardanica) dell’equazione di terzo grado ridotta. Come medico non ha un gran successo, soprattutto dopo la pubblicazione, nel 1536 del trattato De malo recentium medicorum medendi usu (Del cattivo uso della Medicina da parte dei medici d’oggi), nel quale mette a nudo i più comuni errori dei medici del suo tempo, nega l’esistenza del rimedio per tutti i mali “panacea” e condanna l’uso del salasso nei pazienti debilitati. Nel 1634, Gabriele Nandè, medico e bibliofilo parigino, in viaggio in Italia, scopre un manoscritto inedito firmato da Girolamo Cardano, lo manda a Parigi per la pubblicazione. Si tratta proprio del Libellus praeceptorum filiis, scritto da Cardano nel 1549, all’età di 48 anni, mentre era professore a Pavia. Dopo la morte prematura della moglie Lucia, si occupa a tempo pieno dell’educazione dei figli e scrive a tal proposito il trattatello pedagogico, nel quale, ben prima che le avversità si accaniscano sulla sua prole, tesse le lodi della vita familiare e inquadra con precisione i turbamenti psichici dell’infanzia, rivolgendo ai genitori consigli utili per prevenire tali disturbi. I suoi studi di psichiatria si concretizzano nel De utilitate ex adversis capienda, stampato a Basilea nel 1561, dove associa i lineamenti di una persona alle sue attitudini criminali (fa riferimento esplicito al figlio morto in maniera violenta), tanto che alcuni secoli dopo Cesare Lombroso riconosce in Cardano il suo precursore. Giunto a Bologna nell’ottobre del 1562 per cominciare le lezioni quel novembre, anche qui viene accompagnato dalla cattiva fama di scontroso, eccentrico, geniale ma troppo portato all’esoterismo. Le sue critiche nei confronti della medicina di Galeno che era invece il faro per i medici dell’epoca, non migliorano la sua reputazione. Il suo scopo, in qualità di Lettore di teoria medica, è quello di portare un rinnovamento dell’insegnamento, applicando i principi della medicina ippocratica, contenuti soprattutto negli “Aphorismi” e nei “Prognostica”, ma solo il primo faceva parte del libro di testo degli studenti, le lezioni sulle altre opere di Ippocrate erano svolte al di fuori dello Studio. Dal suo punto di vista, il professore di medicina ideale era quello che si avvicinava di più ad Ippocrate, quindi l’insegnamento avveniva dopo una lunga esperienza pratica. Gli anni di permanenza a Bologna, come in ogni luogo frequentato da Girolamo, creano contrasti tra detrattori e ammiratori, così da costringerlo ad accettare di essere assunto “in prova”, lui che era conosciuto in tutta Europa per i libri e i meriti accademici. Ma a Bologna acquista ulteriore fama, così che dopo solo un anno gli viene concessa la cittadinanza bolognese e proposto un rinnovo della cattedra di altri 8 anni. Poi, i dissidi con il secondo figlio Aldo che dal padre ha ereditato solo i difetti, lo portano alla disperazione e i guai non finiscono perché viene fuori la sua fama di mago che lo porta ad essere accusato di eresia per alcuni scritti nei quali compare un oroscopo di Gesù e un encomio di Nerone. Nell’ottobre del 1570 lo arrestano e rimane più di 2 mesi in carcere. Pur se rimesso in libertà, dopo alcuni mesi lascia Bologna e torna a Roma dove nel 1576 termina la sua intensa esistenza. Un ultimo rammarico, quello di non essere sepolto nella sua Milano (città natale) a causa dell’imperversare di un’epidemia di peste.

Bibliografia

Simili A. Girolamo Cardano, lettore e medico a Bologna. 1969, Bologna

Siraisi N.G. L’insegnamento della medicina ippocratica di G.Cardano a Bologna in Sapere è potere: discipline, dispute e professioni nell’università medievale e moderna. 1989, Bologna

Cardano Gerolamo. Treccani.it 2015

Fiorato S. …Fu un personaggio di grande rilievo nel panorama europeo del ‘500. 2019, Genovamedica

D’Auria F. Medicina a Padova nei secoli: Girolamo Cardano e quell’aura di magia. Padova, 2019

Firpo L. “I praecepta ad filios” di Girolamo cardano. Pesaro, 1955

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